Quando le parole non vengono da me
Ci sono momenti in cui, durante una sessione o in uno spazio di ascolto interiore, iniziano ad arrivare parole che non sembrano mie. Non le sto cercando. Non le sto creando. È come se mi attraversassero, con una forza dolce ma decisa. Sono parole canalizzate. Parole che vengono da un’altra dimensione della coscienza, da quella che io chiamo la voce dell’Anima, della Luce, del Campo spirituale che tutto unisce. Non è medianità nel senso stretto. Non è una comunicazione da “qualcuno”. È un flusso. Un’intelligenza sottile, amorevole, profonda, che si manifesta in forma di parole. E quelle parole — lo vedo ogni volta — non lasciano indifferenti.
Non servono spiegazioni
Quando ricevi un messaggio canalizzato, qualcosa dentro si muove. Non è sempre chiaro subito, ma risuona. Come se quelle parole dicessero ad alta voce qualcosa che tu, in fondo, sapevi già… ma non avevi ancora il coraggio o la possibilità di formulare. La mente cerca il significato. Ma il cuore riconosce la verità. Ed è lì che avviene la cura. Non perché il messaggio “spiega”, ma perché guarda dentro senza ferire. Porta luce dove c’era confusione. Abbraccia senza giudicare. Quando canalizzo, non interpreto. Mi lascio attraversare. E confido nel fatto che chi ascolta riceverà esattamente ciò che gli serve in quel momento.
Come avviene una canalizzazione
Canalizzare non è qualcosa che “faccio”. È qualcosa che accade. Non mi siedo pensando di scrivere o parlare un messaggio canalizzato. Mi apro. Creo spazio. Respiro. Poi, a volte improvvisamente, sento che qualcosa inizia a fluire. Le parole arrivano con un ritmo che non controllo, come un fiume che si muove da solo. Posso essere seduta in silenzio, oppure camminare nella natura. A volte capita durante una sessione, altre volte mentre scrivo per me. Quello che so è che non viene dalla mia volontà. Viene da un campo più ampio. Da una fonte che sento amorevole, saggia, non giudicante.
Quando e perché accade
Le canalizzazioni avvengono più facilmente quando:
- sono in uno stato di presenza profonda
- ho fatto silenzio dentro
- qualcuno, anche a distanza, ha espresso una domanda viva
- il momento è giusto, anche se non lo so in anticipo
Non forzo mai. Se non arriva nulla, accolgo il vuoto. Anche il silenzio è messaggio. E se invece le parole arrivano, le offro con gratitudine. Perché so che non sono “mie”, ma sono passate attraverso di me per una ragione che spesso comprendo solo dopo.
Come distinguere tra mente e anima
È una domanda che mi viene spesso fatta: “Come fai a sapere che non è la tua mente?” La risposta è semplice: lo sento. Le parole che arrivano dalla mente sono costruite, ordinate, controllate. Quelle che arrivano dall’Anima sono fluide, essenziali, profonde, anche se semplici. La mente vuole spiegare. L’Anima vuole rivelare. La mente convince. L’Anima tocca. E quando arriva un messaggio autentico, lo capisci perché non puoi restare la stessa.
Tipi di messaggi che possono arrivare
Ogni messaggio canalizzato è unico. Ma nel tempo ho visto che spesso si muovono su tre livelli:
- Messaggi di riconoscimento Sono parole che ti aiutano a ricordare chi sei. Ti dicono: “Non sei sbagliata, sei in cammino.” Risuonano come un abbraccio sottile, che legittima il tuo sentire.
- Messaggi di direzione Non sono “istruzioni”, ma orientamenti. Come segnali su una mappa interiore. Ti indicano un passo, un movimento possibile, una via che non avevi ancora visto.
- Messaggi di guarigione Sono profondi, a volte misteriosi. Portano parole che sciolgono nodi dentro, che ti liberano da colpe, paure, ferite antiche. A volte bastano tre frasi. E tu senti che qualcosa si è allentato.
L’effetto sulla vita
Queste parole non restano “spirituali”. Agiscono. Spesso mi scrivono giorni dopo, dicendomi: “Non riesco a spiegare cosa è successo, ma mi sento diversa.” Una decisione che sembrava bloccata si sblocca. Una ferita inizia a guarire. Un senso di direzione si fa più chiaro. Non per magia. Ma perché la tua energia è stata riconnessa alla tua verità. Le parole canalizzate sono come specchi limpidi. Ti mostrano ciò che sei, con amore. E quando ti vedi davvero, tutto inizia a cambiare.
Come ricevere un messaggio canalizzato
Non serve “prepararsi” in modo complesso. Serve solo essere aperti. Quando ti rivolgi a me per un messaggio canalizzato, ti invito semplicemente a metterti in ascolto profondo. Puoi portare una domanda, ma anche solo una sensazione, un bisogno, un momento che vuoi illuminare. Spesso mi scrivono dicendo: “Non so bene cosa chiedere, ma sento che ho bisogno di ascoltare.” E va benissimo così. Perché non sei tu che scegli il messaggio. È il messaggio che ti trova.
Integrare, non trattenere
Una volta ricevuto il messaggio, ti consiglio di non analizzarlo subito. Leggilo, ascoltalo, poi lascia che faccia il suo lavoro dentro di te. Il significato può emergere con il tempo. Oppure arrivare in modo immediato, come una verità che aspettavi da anni. Puoi scriverlo a mano in un quaderno. Rileggerlo dopo qualche giorno. Portarlo nel cuore quando ti senti confusa. Non trattarlo come un oracolo da consultare ogni volta che hai un dubbio. Trattalo come una benedizione: un momento di chiarezza che ha aperto uno spazio, non un meccanismo di risposta. E poi… lascialo andare. Perché il messaggio non è la fine. È una soglia verso qualcosa di più grande.
Quando chiedere un messaggio
Non c’è un momento “perfetto” per ricevere un messaggio canalizzato. Ma ci sono momenti in cui la tua Anima bussa più forte: quando sei a un bivio, quando qualcosa dentro si muove ma non sai ancora in che direzione, quando hai bisogno di conforto, di chiarezza, di verità. Oppure quando senti il bisogno di riconnetterti. Senza motivi, senza domande. Solo con il desiderio di essere ascoltata — e ascoltare. In quei momenti, il messaggio arriva con una precisione che non si può spiegare. Perché la saggezza dell’Anima sa esattamente quando sei pronta.
Se senti il richiamo
Se leggendo queste parole qualcosa ha vibrato in te, se ti sei sentita toccata, o semplicemente curiosa… Allora forse è il momento giusto. Un messaggio canalizzato non ti dice chi sei. Ma ti ricorda chi sei. Ti offre uno specchio pulito. Ti invita a tornare a casa, dentro. Io sono qui. Con umiltà, con presenza, con cuore aperto. Pronta a ricevere per te le parole che ti appartengono, anche se ancora non le conosci.








