Un cerchio non ha inizio né fine
C’è una magia che si attiva quando ci si siede in cerchio. Qualcosa che va oltre le parole, oltre i temi dell’incontro, oltre le aspettative. Il cerchio è una forma antica e sacra, dove nessuno è sopra o sotto, dove tutti siamo sullo stesso piano, dentro la stessa intenzione.
Quando facilito i Cerchi dell’Anima, non porto contenuti da insegnare. Porto uno spazio. Uno spazio protetto, accogliente, dove poter essere veri. Dove ci si può ascoltare e lasciarsi ascoltare. Dove il silenzio vale tanto quanto la parola.
Ogni cerchio è diverso. A volte più meditativo, a volte più espressivo. Ma in tutti si muove qualcosa: un’energia collettiva che sostiene, risveglia, trasforma.
È l’anima del gruppo che lavora per ciascuno e attraverso ciascuno.
La potenza del condividere
Viviamo in una società che ci spinge a risolvere tutto da soli. A “gestire”, a “superare”, a “migliorare” in solitudine. Ma il vero cambiamento avviene spesso nella relazione, nello specchio gentile che l’altro ci offre.
Nei cerchi, ogni condivisione tocca corde profonde. A volte ti rivedi in ciò che dice un altro. Altre volte trovi parole che non avevi ancora il coraggio di pronunciare. E altre ancora resti in silenzio, e va bene così.
Il cerchio non chiede performance. Chiede solo presenza autentica.
Cosa accade durante un cerchio spirituale
Ogni cerchio che facilito è diverso, perché nasce dall’energia delle persone che vi partecipano e dal momento che stiamo vivendo insieme. Ma ci sono alcuni elementi che tornano sempre, come pilastri che sostengono l’esperienza.
Iniziamo con un momento di silenzio e centratura. Lasciamo fuori il rumore del giorno, ci portiamo nel corpo, nel respiro. Questo gesto semplice è già una soglia.
Poi, spesso, introduco un tema: può emergere dal gruppo o arrivare intuitivamente prima dell’incontro. A volte è una parola, altre volte una domanda, altre ancora un’intenzione condivisa.
Si lavora con meditazioni guidate, visualizzazioni, uso della voce, piccoli rituali simbolici, gesti archetipici, scrittura dell’anima. Non c’è uno schema fisso: c’è ascolto. E c’è fiducia.
Il potere dell’esserci, anche in silenzio
In un cerchio non è necessario parlare. Il semplice fatto di esserci, con il cuore aperto, genera un campo. Ogni persona contribuisce con la sua presenza, anche se non dice una parola.
A volte qualcuno resta in ascolto per tutto il tempo. E poi, alla fine, condivide uno sguardo, una lacrima, un sorriso. E basta quello. Perché nel cerchio non contano i ruoli, ma la verità che ognuno porta.
C’è spazio per le emozioni. Per il non sapere. Per l’intimità che non pretende spiegazioni.
I benefici profondi del lavoro in cerchio
Partecipare a un cerchio non è solo “bello” o “rilassante”. È un atto trasformativo.
Lavorare in gruppo, in uno spazio spirituale e protetto, produce effetti che spesso vanno oltre le aspettative e toccano più livelli:
- A livello energetico, il gruppo crea un campo di risonanza che sostiene il cambiamento. Non sei più solo con la tua vibrazione: sei sostenuto, contenuto, potenziato.
- A livello emotivo, puoi sentirti riconosciuto, accolto, legittimato nei tuoi vissuti. E anche solo ascoltare la storia di un’altra persona può sbloccare emozioni che avevi congelato.
- A livello spirituale, si apre uno spazio sacro. Ogni parola, ogni silenzio, ogni gesto compiuto con presenza si carica di significato. È come se qualcosa — più grande di noi — lavorasse attraverso noi.
Il gruppo come specchio
Ciò che emerge in cerchio non è mai casuale. Ogni persona che siede lì, anche quella che ti sembra “diversa” da te, ti mostra qualcosa.
A volte ti senti toccato da una storia simile alla tua. Altre volte ti infastidisce qualcosa, e scopri che è un riflesso di una parte non ancora integrata.
Il gruppo diventa uno specchio gentile e potente, dove puoi vedere te stesso con più chiarezza. E questo ti aiuta a crescere.
Nei giorni successivi a un cerchio, qualcosa continua a lavorare. È come se le parole ascoltate trovassero casa nel corpo. Come se i messaggi, le intuizioni, le emozioni, ti accompagnassero nel quotidiano in modo sottile ma presente.
Anche se non ti senti pronto
Molte persone mi scrivono o mi parlano con il desiderio di partecipare a un cerchio, ma aggiungono subito: “Non so se sono pronta.”
E io sorrido sempre, con dolcezza, perché quella sensazione è comprensibile. Ma anche profondamente umana.
Non esiste un momento perfetto per aprirsi, per condividere, per sedersi in un cerchio. Spesso quello che chiamiamo “non essere pronti” è in realtà la soglia dell’apertura. È il punto in cui la parte più autentica di te sta bussando per essere ascoltata.
I cerchi non chiedono perfezione. Non devi sapere “cosa dire”. Non devi essere “centrata”. Devi solo esserci, con onestà. Ed è proprio da lì che inizia la trasformazione.
Superare la paura di esporsi
Esporsi in gruppo può fare paura. Temiamo di essere giudicati, di non sapere spiegare bene quello che sentiamo, di “disturbare”. Ma il cerchio è l’opposto di tutto questo.
È un luogo dove nessuno ti corregge, dove il silenzio è benvenuto tanto quanto la parola, dove anche un tremolio nella voce ha il suo posto.
Anzi: sono proprio quei momenti “imperfetti” che creano connessione autentica.
Quando ti lasci vedere per come sei — anche solo un frammento — accade qualcosa di potente: ti ricordi che non sei sola. E che la tua verità non è un peso, ma una medicina. Anche per gli altri.
Come partecipare a un cerchio
I miei cerchi si svolgono sia in presenza che online. Entrambi hanno la stessa potenza, perché non è il luogo a fare la differenza, ma l’intenzione.
Ti consiglio solo di trovare uno spazio tranquillo, dove tu possa sentire di avere tempo e presenza da dedicare a te.
Non serve prepararsi in modo particolare. Puoi arrivare con un’intenzione, con una domanda, o anche solo con il desiderio di esserci.
Alcuni portano un oggetto simbolico, una pietra, una candela. Altri solo il cuore. Tutto va bene. Perché nel cerchio, tutto ciò che è autentico è sacro.
Un invito per te
Se stai leggendo queste righe, forse c’è una parte di te che desidera essere vista, ascoltata, accolta.
Forse senti che è il momento di aprire uno spazio nuovo. Di condividere senza dover spiegare. Di lasciarti toccare da una presenza collettiva che sostiene e non giudica.
Io ti invito con gentilezza e rispetto.
I Cerchi dell’Anima non sono corsi, non sono terapie, non sono performance.
Sono incontri di verità. Di anime che si parlano, si ascoltano, si tengono.
Se senti il richiamo, sei pronta. Anche se non lo sai ancora.








